DANZE D'ORIENTE  

 

Dall'opera di Chirin Malla, pittrice siriana nata a Damasco, appaiono subito evidenti quegli elementi che caratterizzano tanta parte dell'arte orientale e che hanno avuto, nel tempo, notevoli influssi anche nell'arte europea.

I riferimenti a cieli stellati, a danze collegiali e mistiche, a concentrici cerchi e a figure geometriche in movimento che ricordano le spirali e le origini stesse della vita dell'uomo, collocano l'artista in un mondo ben definito, quasi magico, ricco di favole e di pensieri.

L'uomo, in sospeso tra il cielo e la terra, rivendica un proprio ruolo e pare incarnare quello spirito stesso che tendenzialmente lo porta all'universo e che, nel contempo, lo costringe a mantenere solide radici sulla terra. Questi uomini che danzano nell'etere riflettono l'intensitÓ di un'emozione che gioca sul sospeso, sul nebuloso e sull'indefinito e sull'infinito.

Figure in movimento, immagini che ruotano, danzano e vertono al cielo col fine, non ultimo, di sottolineare il solido legame della nostra artista con la tradizione orientale, diverso e differente rispetto al vissuto pittorico che caratterizza tanta parte dei pittori europei e contemporanei, troppo spesso lontani da una tradizione e da un territorio.

Quando l'artista siriana lascia spazio al perpetuo modulare dell'azione e invita a danze propiziatorie, le sue figure dei suoi uomini sembrano involgersi e abbandonarsi al senso ciclico della vita, del sole, della notte, delle stagioni. I personaggi diventano protagonisti di fiabe e mondi leggendari, legati al sonno, all'immagine e all'azione, non certo alla parola di chi sembra vivere gli eventi in una profonda riflessione, talvolta evidenziando uno stato d'animo da cui traspare tristezza. L'opera tutta dunque assume quindi un significato diverso a seconda dei punti di vista dell'osservatore. Se infatti, da una parte l'intensitÓ cromatica dei rossi e degli azzurri, la densitÓ materia del bianco, sembrano quasi voler definire i precisi contorni di immagini e figure, dall'altra le modulazioni e le sfumature del colore, i toni bui e ombrosi paiono manifestare un senso di incertezza e di insicurezza che pervade la figura dell'uomo, tutto il paesaggio circostante e che ci lascia talvolta l'ombra di un cupio pessimismo.

Un'opera per certi versi indecifrabile, legata pi¨ alla forma dell'immaginario che ai canoni del figurativo, una pittura che soltanto apparentemente sembra confondersi in spirali dai reconditi significati ma che, con determinazione, vuole ribadire precisi messaggi, primo fra tutti quello di attribuire all'uomo una importanza strategica nell'universo, quella di essere il tramite tra le stelle e la terra. In questa linea diretta di passaggio e di significato, che rintracciamo nell'arte, nella musica e nella poesia sta forse il senso stesso della pittura di questa artista.

 

Fabio Cristelli